Silvio Martinello

Silvio Martinello: Non credo che il nostro movimento sia rappresentato da persone con visioni lungimiranti

Silvio Martinello, ospite di OA Sport per parlare del momento del ciclismo italiano: «Non sta malissimo, ma nemmeno benissimo. Abbiamo carenza di corridori per le grandi corse a tappe. Nibali non è eterno e all’orizzonte non vedo un suo erede. Giulio Ciccone è un corridore interessante ma ha ancora strada da fare, Damiano Caruso è un grande corridore anche se non così giovane. Stiamo rialzando la testa invece nelle Classiche: Sonny Colbrelli è un corridore con ottime qualità e che ha saputo lavorare con serietà ed impegno. Sono inoltre molto fiducioso sulle possibilità di Gianni Moscon che a me personalmente piace molto e credo anche che il cambiare squadra lo possa aiutare. Matteo Trentin è un ottimo corridore che nelle Classiche può ancora dire la sua, ma forse il meglio di sé l’ha già dato».

E sulla Federazione: «Al momento non voglio buttare all’aria tutto il lavoro che è stato fatto in questi anni, con la speranza che nel frattempo chi è al comando cambi radicalmente le regole di rappresentanza non più compatibili con questo sistema moderno, anche se ho qualche dubbio che questo possa accadere. Non credo che attualmente il nostro movimento sia rappresentato da persone con visioni lungimiranti e funzionali ai tempi che stiamo vivendo».

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