Tadej Pogacar Giro Tour

Tadej Pogacar: I sospetti sul doping fanno male, ma dovevo aspettarmeli

Intervista esclusiva a cyclingnews.com per il numero uno del mondo Tadej Pogacar. Il dominatore del 2021 ha rilasciato alcune dichiarazioni importanti.

«Non penso di essere il migliore. Cerco solo di fare del mio meglio. Di essere il migliore possibile. Il 2021 è stata una stagione incredibile, ma questo non significa che io sia il migliore».

«Non è sempre facile, ma cerco di non pensare troppo, di concentrarmi solo su me stesso. C’è sempre un po’ di pressione su di me ma riesco a convertire la pressione in qualcosa di positivo. Mi metto sotto pressione ma penso che sia un bene; la uso per mantenermi motivato».

La sua più grande missione è controllare la rabbia: «Nelle gare è davvero importante non impazzire, rimanere concentrati. Se hai una foratura o un incidente, puoi arrabbiarti ma non c’è niente che tu possa fare in quel momento. Lo aggiusti il più velocemente possibile e continua a correre. Arrabbiarsi non è mai il modo più veloce per superare un problema».

E si arriva ai due Tour de France: «L’anno scorso è stato il mio primo Tour e l’ho vinto al penultimo giorno. Ho dato tutto per guadagnare secondi su secondi. E’ stata una sorpresa ritrovarmi in maglia gialla alla fine».

«Quest’anno è stato completamente diverso. Sono stato in giallo per due settimane e quindi ho vinto difendendola con la squadra. È stato fantastico correre tutti i giorni in giallo. Era piuttosto diverso dal guadagnarselo l’ultimo giorno, anche se le emozioni sono le stesse».

Chiusura sui sospetti di doping: «Fa male. Ma avrei dovuto attendermelo vista la storia di questo sport. Le persone non si fidano di noi così facilmente. Ma fa male. Ci alleniamo tanto, facciamo rinunce e sacrifici, quindi i sospetti sono dolorosi».

Pochi dubbi sul 2022: «È quasi certo che tornerò al Tour e cercherò di vincere, ma non sento la pressione di doverlo fare». Intanto la squadra è cresciuta, la UAET Team Emirates, contrattualizzando Bennett, Ackerman, Soler e Almeida, con quest’ultimo atteso però al Giro. Questi si aggiungono ai vari McNulty, Majka, Hirschi, Formolo e Bjerg.

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