Sonny Colbrelli

Sonny Colbrelli: Il ciclismo italiano non è morto. Per me voglio conferme, dalla Milano-Sanremo

Sonny Colbrelli protagonista su sportmagazinetrentino.it. Ecco alcune sue dichiarazioni.

SUL TRIONFO DI ROUBAIX

«Riportare la Parigi-Roubaix in Italia dopo più di 20 anni è una grande emozione. Sono molto fiero, è importante per me, perché vuol dire che il ciclismo italiano non è morto. Ci vuole pazienza, puntiamo tanto sui nostri giovani. Io l’ho vinta a 31 anni, non sono più così giovane, ma per me questa vittoria è il punto di forza dal quale ripartire. Negli ultimi anni Nibali ha vinto la Milano-Sanremo, Bettiol ha vinto il Fiandre, Ganna si è laureato campione del mondo e olimpico, e questo dimostra che il ciclismo italiano sta vivendo un grande momento».

SULLA CORSA NON A LIETO FINE DI MOSCON

«Ho sentito Gianni dopo la corsa, con lui ho un bellissimo rapporto. Mi è dispiaciuto molto, non lo nego. Bisogna essere realisti: quel giorno Gianni meritava quella corsa più di chiunque altro, perché è sempre rimasto con la testa del gruppo. Purtroppo, a causa della foratura e della caduta non è più riuscito a trovare il giusto feeling con la Parigi-Roubaix. E’ davvero un peccato, perché poteva giocarsi una grandissima corsa. Tuttavia, Gianni è ancora tanto giovane e sicuramente sentiremo parlare di lui nelle prossime edizioni della Parigi-Roubaix, perché si addice tanto alle sue caratteristiche e farà senz’altro bene».

SULLA PROSSIMA STAGIONE

«Il mio obiettivo è quello di confermare la grandissima stagione di quest’anno, a partire dalla Milano-Sanremo, per poi concentrarmi sul Fiandre, sull’Amstel e sulla Parigi-Roubaix. Cercherò in tutti i modi di mantenere la condizione di questo fine anno».

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